Nell’ambito della formazione in Gestalt vi è un percorso denominato Counselling Gestaltico che ha unicamente in comune, con la Psicoterapia della Gestalt, le correnti filosofiche dell’esistenzialismo e della Fenomenologia,nonchè lo sguardo Olistico di Jan Smuts.
Il Counselling della Gestalt è un percorso in cui l’allievo viene accompagnato alla riscoperta della propria filosofia di vita e della prorpia autenticità nella relazione con gli altri, della durata di tre anni. Durante questo periodo l’allievo apprende il modo in cui le tre fiere dell’animo umano rispettivamente, L’estetica,l’etica e la morale, contribuiscono a creare e a mantenere quegli inciampi esistenziali che lo allontanano dalla prorpia filosofia di vita.
Per questa sua peculiarità, il corso di counselling lo si può quindi considerare un percorso di formazione alla Buona Relazione Umana.
Il Counsellor è un professionista che porta consiglio, proprio come fà la notte quando in cielo le stelle illuminano la fantasia al piccolo essere umano sulla terra che ha avuto il coraggio di perdersi nel loro scintillio notturno.
Volutamente ho cercato di dare una definizione di counsellor della gestalt avvalendomi del linguaggio metaforico, nella speranza di comunicarvi il senso di questa professione.
Mentre il senso della formazione in gestalt è possibile rintracciarlo in questa bellissima poesia del mistico persiano Din-Rumi:
Rinuncia a qualunque idea,
e che il tuo cuore intero sia puro
come la faccia di uno specchio
senza immagine o disegno.
Divenuto puro da ogni immagine
tutte le immagini sono contenute.
Se i colpi che ricevi ti esasperano,
come diventerai uno specchio limpido
se non sarai lucidato?
Tutto è uno, l’onda e la perla,
il mare e la pietra.
Nulla di ciò che esiste in questo mondo
è al di fuori di te.
cerca bene in te stesso
ciò che vuoi essere poichè sei tutto.
La storia del mondo intero sonnecchia
in ognuno di noi.
Per coloro che necessitano di altri tipi di definizioni di counselling gli suggerisco di visitare il blog counselling-psicoterapia
oppure di visitare il sito del Coordinamento Nazionale Counsellor Professionisti  CNCP
Basta che funzioni
Ieri sera sono andata al cinema a vedere il film di Woody Allen e non è che mi sia interrogata in maniera particolare su quanto fosse o meno gestaltico nella trama e nei personaggi che presentava; sono piuttosto rimasta sulla piacevolezza del film e di un regista che a mio parere non si smentisce mai.
Quello che mi ha colpita, al di là delle mie più o meno condivisibili recensioni cinematografiche è il titolo della pellicola: BASTA CHE FUNZIONI.
È in questo che definirei motto, che ho trovato la possibilità di esprimere l’ottica in cui il gestalt counseling ci permette di muoverci.
Mi spiego meglio: BASTA CHE FUNZIONI non significa che ci dobbiamo accontentare che nella vita le cose filino, bensì che qualunque cosa scegliamo per noi e per la nostra vita, basta che funzioni per noi.
Non c’è nulla di giusto o di sbagliato,è sufficiente che ci permettiamo di scegliere quello che ci fa star bene oggi, nel qui ed ora ; per il resto nulla è eterno e tutto è corruttibile, dunque tanto vale mettersi in gioco.
In qualche modo è quello che si realizza in una sorta di magica danza della relazione, nell’incontro tra counsellor e cliente.
Il Counsellor aiuta la persona che ha davanti ad aiutarsi nel senso che insieme vanno alla scoperta delle potenzialità e delle possibilità creative che quest’ultimo può abbracciare per vivere meglio quegli aspetti della propria vita che magari in quel periodo lo appesantiscono particolarmente.
Sembra banale ma accade spessissimo che da soli non riusciamo a vedere quante alternative e quante risorse abbiamo davanti e allora è nella relazione, nel lavoro sulle nostre emozioni che accompagnati possiamo riprendere in mano le fila della nostra vita e prenderci la responsabilità di fare qualcosa che funziona     per Noi.
